Wednesday, March 13, 2013

Sul carro dei Cristiani Pentecostali.

Sul carro dei Cristiani evangelicali, o Pentecostali, sarebbe meglio non salirci, perché si tratta di un carro armato; come ci spiega Laurence M. Vance, in questo suo articolo che ho tratto dal sito di Lew Rockwell.
Buona lettura. I vostri commenti saranno molto graditi.
L. Pavese.


   


I Cristiani del dio Giano.

di Laurence M. Vance (Traduzione di Leonardo Pavese)

“Se non fosse per l’appoggio concesso dalle decine di milioni di Cristiani Pentecostali, il militarismo, in questo nostro paese così profondamente e genuinamente religioso, diventerebbe inconcepibile.”
Colonnello Prof. A. Bacevich (Esercito degli Stati Uniti d’America.)

Questo è una delle affermazioni che più fanno riflettere nel libro del Prof. Bacevich: The New American Militarism: How Americans are seduced by war. Che lo si approvi o disapprovi, ciò non toglie che il più grande gruppo di americani sul quale lo stato può contare per un sostegno all’istituzione delle forze armate, all’impero di truppe e basi che circonda il globo terracqueo, agli interventi militari in terra straniera, ai grandi bilanci della difesa, alla guerra perpetua contro il terrorismo e ora, purtroppo, anche alla tortura, siano proprio loro, i cristiani evangelicali; e più conservatori sono, più assetati di sangue si rivelano. Ma perché?
Se c’è un gruppo di persone che dovrebbe opporsi a queste cose, sono i Cristiani conservatori, i quali professano la loro totale osservanza della Bibbia. Ma ci dev’essere qualcosa di gravemente sballato con il Cristianesimo evangelicale, quando anche dei socialisti come Noam Chomsky e Chris Hedge stanno dalla parte della ragione e i conservatori Cristiani hanno torto.
I guerrafondai Cristiani guardano sì alla Bibbia, ma stanno guardando nei posti sbagliati. Nella Bibbia, tutto è stato scritto per noi, ma non a noi in particolare; e benché ci siano alcune eccezioni, la maggior parte dei guerrafondai Cristiani sono in realtà quello che io chiamo i Cristiani del dio Giano.
Giano era il dio bifronte romano delle soglie e delle porte. Con i suoi due volti che guardavano in due opposte direzioni, vedeva allo stesso tempo davanti a sé e all’indietro. Siccome era anche considerato il dio di ogni inizio, Gennaio, il primo mese, fu chiamato così in suo onore.
Ma che cosa hanno in comune con Giano molti dei Cristiani evangelicali? Purtroppo un bel po’.
I Cristiani di Giano sono sempre rivolti verso l’Antico Testamento, o in avanti, verso il Libro della Rivelazione (l’Apocalisse), per giustificare la partecipazione dei Cristiani alle guerre e il loro appoggio all’interventismo degli Stati Uniti d’America.




Ci viene detto in continuazione, da ogni Cristiano in vena di apologia della guerra e del militarismo, che siccome Iddio, nel Vetero-Testamento,  dava il suo consenso alle guerre contro le nazioni pagane (Giudici 6:16), e usava la sua nazione prescelta per condurle (Deuteronomio 7:11,12), tutto ciò giustificherebbe le uccisioni che i Cristiani compiono per conto dello stato in una qualche spedizione in terra straniera.
Ma siccome, dico io, il Presidente non è il Signore, gli Stati Uniti d’America non sono la sua nazione prescelta, e le sue forze armate non sono l’Esercito di Dio.


La spada dei Cristiani è la parola di Dio. La sola guerra che il Vangelo incoraggia è la guerra contro il mondano, la carne, il demonio; e i Cristiani che si volgono indietro, verso l’Antico Testamento, per giustificare il loro bellicismo,  si rivolgono dalla parte sbagliata.
Il Signore, dai giorni del Nuovo Testamento, non ha mai fatto a nessun popolo, o a nessun individuo, la promessa che Egli combatterà al loro fianco, ucciderà i loro nemici, o li aiuterà in alcun modo.
Ma i saccenti e bellicosi Cristiani evangelicali non solo fanno appello al passato, ma guardano pure al futuro. Ecco un esempio, tratto nientepopodimeno che da una loro pubblicazione “teologica”:
“Il fatto che Cristo in persona, quando ritornerà per instaurare il Suo regno, si impegnerà in una guerra vera e propria, con uccisioni e spargimento di sangue, è molto significativo. Come potrebbe Egli essere Il Giusto, Il Santo, se la guerra fosse di per sé malvagia, e la figura del combattente demoniaca? Alla Sua venuta, il Signore darà istruzioni al Suo popolo perché si impegni in quel futuro conflitto (Abdia 15;21). Ma Egli ordinerebbe mai al suo popolo di commettere peccato? Certo che no! Per cui la guerra non può essere considerata malvagia di per sé stessa (Apocalisse 19:11;21)”.
L’immagine di Gesù che edifica il Suo regno con la forza sarà anche significativa; ma è totalmente irrilevante per quegli esseri umani impegnati oggigiorno in una guerra d’aggressione.
Il fatto che il Signore, in futuro, darà istruzioni alle sue genti perché combattano per Lui, non vuol dire che sia giusto che i popoli si facciano la guerra ora, per un loro vantaggio.
Così come l’immagine di Cristo che regna su tutte le nazioni, con una verga di ferro, non significa che sia permesso a un dittatore mondiale di fare lo stesso oggi.
La guerra senza un ordine preciso ed esplicito di Cristo è senza dubbio una malvagità, e un peccato di per sé. Una guerra a carattere offensivo non è altro che un assassinio su scala industriale. Al contrario, difendere il proprio paese da un attacco non vuol dire affatto muovere guerra: è legittima difesa; ma solo quando si tratta di difendersi; il che, com’è risaputo, è cosa rara.






Il Signore è divino, gli uomini sono peccatori. Nessuno è innocente, se paragonato al Signore.
Dio potrebbe spazzar via l’umanità intera, come fece col Diluvio di Noè (Genesi 7: 21; 23), e conserverebbe tutta la Sua santità. Ma nessun essere umano ha il diritto di uccidere un suo simile, solo perché Iddio ha il diritto di farlo in ogni maniera che crede opportuna.
Non dovremmo mai stancarci di enfatizzare il fatto che Dio “...giudica e combatte con giustizia” (Apocalisse 19:11); ma l’uomo, invece, non è mai in grado di farlo.

Oh, i Cristiani di Giano fanno sì appello al Vangelo, quando si tratta di giustificare la partecipazione di altri Cristiani alle guerre degli Stati Uniti; ma quando lo fanno, le loro argomentazioni sono peggio che patetiche. Per esempio, nel sopracitato giornale di teologia, a sostegno della “partecipazione dei credenti alle attività delle forze armate”, si propongono le seguenti ragioni:
L’approvazione che Gesù diede a un re, secondo loro, il quale aveva mosso guerra contro una nazione malvagia. (Matteo 21: 33-41).
Dopo che Pietro ebbe tagliato l’orecchio di Malco, il servo del gran sacerdote (Giovanni 18:11), Gesù non gli disse di gettar via la spada, ma solo di rinfoderarla. Per poter usarla di nuovo in futuro?
In Giovanni 18:36, Gesù afferma che sarebbe giusto se i suoi discepoli difendessero il Suo regno con la spada, ma solo se il Suo regno fosse di questo mondo.

Nel primo passo citato (andatevelo a leggere) non si fa menzione alcuna di nessun re, o di nessuna guerra. Primo punto a sfavore degli evangelicali. Nel secondo, il Signore dice a Pietro di rinfoderare la spada, perché Lui deve far sì che si compiano le Sacre Scritture. Deve essere arrestato e crocifisso. Secondo punto a loro svantaggio. Nel terzo passo citato l’autore ha ragione: sarebbe stato giusto difendersi, se il regno di Cristo fosse stato di questo mondo; ma difendere il regno del Signore è la cosa più remota possibile dal fare la guerra per conto di uno stato. Tre a zero.
Ora, se mai c’è stato un esempio più palese di questo, in cui la parola di Dio è stata travisata (Tito 2:5), o falsificata più di così (Corinzi 2 4:2), io non lo ho mai visto.


I Cristiani del dio Giano, siccome, purtroppo, indossano i paraocchi dello statalismo e del militarismo, non hanno notato i precetti morali, per i Cristiani, che si trovano in tutto il Nuovo Testamento.
I Cristiani sono istruiti a essere “...pazienti con tutti” (Tessalonicesi 1 5:14); a non “...rendere male per male...” (Tessalonicesi 1 5:15). “Non fatevi giustizia da voi stessi...” dice San Paolo (Romani 12:19) e esorta i Cristiani a darsi “...dunque alle opere della pace...” (Romani 14:19).
I Cristiani, sempre secondo San Paolo, dovrebbero essere più disposti ad accettare le sofferenze che a infliggerle (Timoteo 2 2:3; 4:5). E queste sono solo alcune citazioni.


L’etica del Nuovo Testamento è una morale non vendicativa, di pace, resistenza, sopportazione, non-violenza e non-prevaricazione. Ciò vuol dire, per caso, che dovremmo invitare gli eserciti stranieri a bombardare le nostre città, e a sbarcare sulle nostre coste? Assolutamente no; ma significa, perlomeno, che i Cristiani non hanno nessuna ragione di arruolarsi nelle forze armate e di dare il loro appoggio all’invasione, alla sottomissione e all’occupazione di altri paesi; o di fare tutte quelle cose che provocano odio verso gli Stati Uniti d’America.


Non ha nessuna importanza quante volte Dio ha mandato in battaglia gli Israeliti nell’Antico Testamento; e nemmeno quanta gente morirà in qualche futura battaglia dell’Armageddon. Ciò che importa è l’oggi del Nuovo Testamento, nell’Era della Chiesa.
Non saperlo, per un Cristiano, dimostra solo un’enorme ignoranza della Bibbia nella quale professa di credere. I Cristiani dovrebbero essere Cristiani del Vangelo e non seguaci del dio Giano.


Laurence M. Vance è uno storico e teologo statunitense. È uno scrittore, giornalista ed editore, che scrive molto di frequente sul sito di Lew Rockwell, per il quale svolge anche la funzione di critico letterario. Mr. Vance svolge anche la funzione di ricercatore aggiunto all'istituto Ludwig von Mises.


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