Tuesday, December 18, 2012

Ignoranza a prova di proiettile

Illustrazione di Ginette Callaway

L'invincibile ignoranza.
di Thomas Sowell (Traduzione di L. Pavese).

Ma è proprio inevitabile che ogni evento tragico, in cui qualcuno spara contro un gruppo di persone, faccia emergere la totale ignoranza di coloro che propongono il “controllo” delle armi da fuoco?
L’errore chiave delle cosiddette norme di controllo delle armi è che certe leggi in realtà non le controllano affatto, ma non fanno altro che disarmare i cittadini rispettosi della legge, mentre coloro i quali sono più inclini alla violenza trovano tutte le armi che vogliono a loro disposizione.
Se i fanatici della restrizione delle armi da fuoco avessero solo un po’ di rispetto per il dato di fatto lo avrebbero scoperto un bel po’ di tempo fa, perché nel corso degli anni sono stati fatti numerosi studi, i quali non lasciano più nessun dubbio sul fatto che le leggi intese alla limitazione delle armi da fuoco siano non solo futili ma anche controproducenti.               
Le località,  e i periodi, in cui le norme sul controllo delle armi da fuoco sono state le più repressive si sono spesso rivelati i luoghi e i tempi in cui il numero degli omicidi è stato il più alto. Washington D.C. (la capitale degli Stati Uniti) ne è il classico esempio; ma è solo uno dei tanti.
Per quanto riguarda il tasso di proprietà privata delle armi da fuoco, negli Stati Uniti è più elevato in campagna che nelle aree urbane; ma nelle città il numero degli omicidi è molto più alto. Il tasso di proprietà privata delle armi è più alto fra i bianchi che fra gli afro-americani; ma il tasso degli omicidi è molto più alto fra i neri. Per quanto riguarda poi il paese nella sua interezza, durante gli ultimi anni del XX secolo la proprietà privata delle armi è raddoppiata, ma il numero degli omicidi è calato.




A un esame approfondito, i pochi esempi confutativi offerti dai propugnatori delle leggi sul controllo delle armi da fuoco non reggono. Forse la loro argomentazione più solida potrebbe essere che la Gran Bretagna ha leggi più restrittive degli Stati Uniti e un tasso di omicidi più basso.
Negli anni della metà del XX secolo si poteva comprare un fucile a pallini a Londra senza problemi. New York, dove allora vigeva la molto severa Legge Sullivan, la quale limitava la proprietà privata delle armi da fuoco dal 1911, aveva un tasso di omicidi da arma da fuoco che era di varie volte superiore a quello londinese; per non parlare degli omicidi con altre armi che erano un multiplo di quelli di Londra.
Ma né le armi né le leggi erano la ragione della differenza fra il numero degli omicidi. Era la gente che era diversa.     
Eppure, su entrambe le sponde dell’Atlantico, molti dei più fanatici sostenitori della restrizione delle armi da fuoco sono anche i propugnatori della clemenza nei riguardi dei criminali.

In Gran Bretagna, questi personaggi hanno avuto talmente tanto successo che il possesso legale di armi da fuoco è stato ridotto quasi al punto da scomparire, perfino quando gran parte dei condannati non finisce dietro le sbarre. Il tasso di criminalità, compreso quello dei crimini commessi con armi da fuoco, oggi in Gran Bretagna è molto più alto di quel che era nei giorni in cui vi erano poche restrizioni  all’acquisto di armi da parte dei britannici.
Nel 1954, a Londra, vi furono solo una dozzina di rapine a mano armata, ma entro gli anni 1990, dopo decenni di restrizioni sempre più coercitive del possesso di armi da fuoco, il numero di rapine a mano armata era già più di cento volte superiore.




La scelta della Gran Bretagna da parte dei sostenitori del controllo delle armi, come termine di paragone con gli Stati Uniti, è una scelta completamente tendenziosa; non solo perché ignora la storia dei due paesi ma anche perché ignora completamente altre nazioni in cui le leggi sul porto d’armi sono molto più restrittive che negli Stati Uniti, come per esempio il Messico, il Brasile e la Russia. In tutti questi paesi il tasso degli omicidi è più alto. Anche facendo un paragone fra altri gruppi di paesi si giunge a un simile risultato. Il possesso di armi da fuoco è di  tre volte superiore in Svizzera, in relazione alla Germania; ma gli svizzeri hanno sempre registrato un numero di omicidi più basso. Altri paesi con un alto tasso di proprietà privata di armi da fuoco e un basso numero di omicidi sono Israele, la Nuova Zelanda e la Finlandia.
Il problema non sono le armi. Il problema sono le persone; comprese quelle determinate a imporre restrizioni sulle armi da fuoco, motivate dall’ignoranza, o dallo sprezzo per il dato di fatto.
C’è l’ignoranza innocente e c’è l’ignoranza dogmatica, invincibile e arrogante. Pare che ogni tragico omicidio di massa le faccia emergere entrambi.



Thomas Sowell


L'articolo originale di Thomas Sowell è apparso su Lew Rockwell.com il 18 dicembre 2012.

Se vi interessa sapere chi è il Professor Sowell e leggere una traduzione di un altro suo articolo, andate a questa pagina del mio blog.
Grazie. I vostri commenti saranno molto graditi.
L. Pavese



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