Saturday, September 15, 2012

L' Obama-mobile o: L'imbroglio dell'auto elettrica.



Nel suo libro "Imagined Worlds", che credo in italiano si intitoli "Mondi Possibili", Freeman Dyson racconta una sua conversazione con Sir John Cockcroft, il primo direttore del programma di produzione di energia nucleare britannico. Dyson e Sir John si trovavano di fronte alla prima centrale sperimentale britannica di Harwell e guardavano le linee dell'alta tensione che si diramavano dall'impianto.
"La gente crede che l'energia stia scaturendo da qui e vada a fluire nella rete nazionale," disse Sir John. "Quando gli spiego che invece è esattamente il contrario, non mi crede nessuno." Ma è esattamente quello che succede quando una tecnologia viene promossa, dallo stato, non per i suoi meriti ma per ragioni fondamentalmente ideologiche: energie e risorse vengono riversate in un pozzo senza fondo in una quantità che è direttamente proporzionale solo alla spocchia e all'ignoranza dei personaggi che controllano "democraticamente" i cordoni della (nostra) borsa.
La seguente è la traduzione di un divertente articolo di Eric Peters su quel bel programma di falsa innovazione, sperpero di risorse e manipolazione delle regole del libero scambio che oggi, negli Stati Uniti, è conosciuto col nome in codice di Chevrolet Volt, l'Obamobile. (Ma potrebbero anche cambiargli il nome. State attenti).
Un altro esempio di applicazione della tecnologia alla previdenza sociale è qui.
Buona lettura. I vostri commenti saranno molto graditi.
Leonardo Pavese.




  


L'imbroglio dell'auto elettrica sta per costarvi ancora di più.
di Eric Peters. (Traduzione e adattamento di L. Pavese).

Fra qualche mese, (negli Stati Uniti), "comprarsi" un'auto elettrica nuova di zecca sarà 2500 dollari più facile. Ho messo "comprarsi" fra le virgolette perché, in realtà, saranno gli altri a sobbarcarsi una buona fetta del prezzo di acquisto a suon di dollari, 10000 per l'esattezza: sotto forma di un esborso diretto di contante (che viene definito eufimisticamente "agevolazione fiscale") per ciascun veicolo, dono di Barak Obama, "L'uomo con un piano", (ma senza grande comprensione dell'economia né dell'ingegneria).



L'Eletto e la Volt


Una clausola inserita ben in profondità, nella legge finanziaria del Presidente Obama per il 2013, (che ancora non è stata approvata, e non lo sarà fino a dopo le elezioni americane di novembre), porterà gli incentivi esistenti per le carrette a energia elettrica da $ 7500 a $ 10000 per vettura. Ciò significa che solo il sussidio per, diciamo, una Chevrolet Volt, ammonterà a quasi il costo totale (senza sussidi) di una decente utilitaria quale, per esempio, una Nissan Versa modello 2012.

Inoltre, il regalino dello stato sarà immediatamente disponibile, e verrà fatto luccicare davanti agli occhi degli "acquirenti" (e qui ci vuole un colpetto di tosse imbarazzato) "...nei vari punti di vendita, rendendolo subito trasferibile al concessionario...permettendo così ai "consumatori" di usufruire dei benefici al momento dell'acquisto del veicolo, piuttosto che quando sarà ora di presentare la dichiarazione dei redditi".
Be', sì, consumeranno...ma consumeranno il denaro degli altri. E anche una bella saccata. E a quanto ammonta, precisamente, questa saccata di soldi? Be', se ipotizziamo 10000 bagnarole elettriche, ciò equivale a M$100, cento milioni di sesterzi. E l'obbiettivo dichiarato del Presidente Obama è di "...avere UN MILIONE di veicoli a tecnologia avanzata sulle strade entro il 2012".
Fatevi i conti. Non vi va? Ecco, ve li faccio io: il tutto ammonterà a circa G$ 10, 10 miliardi di dollari!! Il che è appena un po' meno del 10 % (corretto dell'inflazione) di quello che è costato mandare Neil Armstrong sulla Luna. Almeno, nel lontano 1969, gli americani ottennero qualcosa in cambio del loro danaro. Dopotutto, l'Apollo 11 ce l'ha fatta ad arrivare sulla Luna e a tornare. Ma la maggior parte delle auto elettriche non ce la fa ad andare e a tornare dal supermercato!! E il problema è che persino questo trucchetto magico, sotto forma di un regalino del governo federale di $ 10000 per auto (10 miliardi gettati al vento) probabilmente non basterà.
Per ora, di certo, non sono bastati i $ 7500.



Ciascuna Obamobile, scusate,Volt, che ha un prezzo raccomandato di vendita al concessionario di $ 39145, costa alla General Motors circa $ 89000 alla produzione. Quindi la GM perde circa $ 50000 a veicolo. Non c'è che dire, veramente un modo spassosissimo di fare affari. Avrebbe molto più senso farci un bel falò, con tutti quei soldi. Almeno ci si ricaverebbe un po' di aria calda, invece di tanta aria fritta.

Anche con gli attuali incentivi fiscali di $ 7500, e offerte di leasing molto suadenti (perfino di soli $ 199 al mese), ideate "per far circolare il prodotto", mica tanto prodotto sta circolando. A metà di settembre le "vendite" della Volt, da un anno a questa parte, non avevano ancora raggiunto le 14000 unità: un tantino di meno delle 40000 che la GM prevedeva.


Il Delegato. (Dan Akerson, AD della GM).

E allora? I personaggi responsabili sarebbero forse dei cretini? Come si potrebbe spiegare, se no, la loro incapacità di prevedere che un'auto che costa   più di $ 33000 (al netto dell'incentivo), cioè tanto quanto una BMW o una Mercedes delle più economiche, potrebbe non esercitare una grande attrattiva sulle persone che si preoccupano di dover pagare $3 (e rotti) per un gallone di benzina? Cioè, tanto per intenderci, la gente che ci pensa prima di spendere dei soldi, a differenza di Obama e della GM.

Be', il punto è proprio quello. No, non sono stupidi. È che i soldi che spendono non sono i loro. Sono i vostri. E possono sempre chiedervene ancora, se vogliono.
Quindi, che la Volt (e anche le altre auto elettriche, se è per quello) dal punto di vista economico faccia schifo non gliene frega niente. (E anche dal punto di vista funzionale: perché benché siano interessanti come "dimostratori di tecnologia", i veicoli elettrici non sono ancora in grado di viaggiare, neanche lontanamente, tanto quanto una delle più umili vetturette convenzionali odierne, se non con un mucchio di scomodità).


Così lo si mette in quel posto.

Forse, col tempo, un'automobile come la Volt potrebbe anche ammortizzare il suo costo, grazie alle spese di esercizio più basse, (be', a parte le spese per l'energia elettrica e per quel punto di ricarica, che costa $ 2000, che dovrete installare nel garage); ma anche dando per scontato che sia più economica nel lungo termine (cosa che non è affatto certa né probabile) la Volt, e le auto analoghe, al momento dell'acquisto costano sempre tanto quanto un'auto di lusso. Anche con il sussidio di $ 7500; e con quello dilazionato da $ 10000.

I clienti che desiderano una Mercedes o una BMW desiderano...una Mercedes o   una BMW, non una Chevrolet. E quelli che non si possono permettere un'auto di lusso non si possono di certo permettere quella Chevrolet.
Quindi non ci sorprende affatto (o non ci dovrebbe sorprendere) che il tipico "acquirente" di una Chevy Volt (stando a quello che dice l'amministratore delegato della GM Dan Akerson) sia una persona che guadagna almeno $170000 all'anno. Cioè, in altre parole, una persona la quale non si preoccupa troppo del prezzo della benzina, (o del prezzo dell'auto, se è per quello); che sia uno, cioè, che si possa permettere un giocattolo costoso.



Sfortunatamente per la GM, e per noi, di persone del genere non ce ne sono tante. Il mercato di massa di cui la GM ha bisogno, per far sì che la Volt funzioni economicamente, non esiste; per il semplice fatto che non può esistere!!

È un ossimoro.
La gente a cui serve un'auto economica non si compra un aggeggio da $30000. E questa è la ragione per cui, Signor Presidente, la Volt e la Nissan Leaf non vendono.


Dan Akerson alla guida di una Chevrolet che gli piace.



La General Motors ha sperperato più di GM $1,2 per la Volt (un miliardo e duecento milioni, e non dimenticatevi che una bella porzione era la nostra, dopo il salvataggio governativo dell'azienda); e adesso non riescono neanche a regalarla. Letteralmente.

Il leasing da $ 199 al mese che la GM, presa dalla disperazione, ha cominciato a offrire di recente, per sfoltire un po' di quelle auto dai parcheggi delle concessionarie, (e anche per salvare quel po' di faccia che gli rimane), significa che c'è della gente che scorrazza in giro con delle Volt da $ 89000 per meno di  $ 5000 ogni due anni. Il tutto a spese nostre. Ma non basta.
E quando anche la cifra di $ 10000 per auto si dimostrerà inadeguata (il che succederà), il sussidio verrà probabilmente aumentato, chissà, forse fino a $ 15000. Forse decideranno anche di pagare la gente perché si porti una delle vetture a casa. Senza un acconto, e senza rata mensile.
Ma allora diamo un'auto a chiunque la vuole, e già che ci siamo diamo anche a questi "clienti" una stipendio mensile, per coprire i costi dell'energia elettrica. Allora forse sì che le auto elettriche si "venderanno".
L'Eletto,(Obama), ci spiegherà che ha "creato posti di lavoro", e che sta "investendo nel nostro futuro".


Nissan Leaf.
Tutto questo non sarebbe successo, naturalmente, se fosse stato preso in considerazione il rischio morale dell'operazione. Cioè, se la GM (e la Nissan) e anche tutte le altre aziende, avessero dovuto rischiare il loro denaro, (e il loro patrimonio), la Volt, la Leaf, e le altre auto non sarebbero mai state costruite; o in ogni caso non sarebbero mai entrate in produzione. Forse sarebbero stati realizzati dei prototipi, per mostrare ciò che si potrebbe fare e misurare la reazione del mercato; ma neanche in un milione di anni la GM avrebbe rischiato un miliardo di dollari.
Solo che quel miliardo, e più, che hanno rischiato non era il loro.
Se la Volt sarà un fallimento (e finora è stata una catastrofe), non sarà la GM a prendere una scossa.
Saremo io e voi.    

          

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