Wednesday, February 29, 2012

Airbag? L'ordigno a orologeria nella plancia.

Questa è la traduzione di un articolo del 26/2/2012 di Eric Peters, automobilista, motociclista, restauratore di auto e motociclette e autore libertario.
La url dell’articolo originale è:
http://epautos.com/2012/02/26/the-ticking-time-bomb-in-your-dashboard/
Il senso dell’articolo è un po’ sempre quello delle mie ultime traduzioni, (anche se apparentemente si tratta di un argomento tecnico): l’intervento governativo nell’attività umana (di stampo paternalistico nel caso in questione: l’imposizione dell’obbligo delle airbag), anche se benintenzionato e in buona fede, spesso, (se non sempre) causa un danno economico, che va ad affliggere proprio colui che si vorrebbe proteggere, cioè il “consumatore indifeso”, considerato dallo stato, che vuol farci da balia, incapace di fare le sue scelte, anche in termini di sicurezza.
Buona lettura. I vostri commenti saranno molto apprezzati.
L.Pavese








L’ordigno a orologeria nella plancia.
Di Eric Peters (traduzione e riadattamento di L. Pavese).

Le airbag, (a volte chiamate cuscini salva-vita), sono obbligatorie sulle automobili dalla metà degli anni 1990, (negli Stati Uniti d’America). Il che vuol dire che ora ci sono milioni di vecchie auto sulle strade equipaggiate con i cuscini pneumatici. Questi aggeggi non sono altro che dei veri e propri ordigni a orologeria, (in senso monetario; e anche in altri sensi, come leggerete in seguito) per via del rapporto, sempre meno vantaggioso, fra il valore dell’automobile e il costo delle riparazioni se la airbag si gonfiasse per una qualunque ragione.
Ecco ciò che intendo dire:
Supponiamo che voi siate i proprietari di una Toyota Corolla del 2000, (utilitaria popolarissima negli U.S.A.). Funziona ancora benissimo e voi sperate tanto di poterla ancora guidare per altri cinque anni. (Speranza giustificata, vista la fibra delle auto moderne). All’età di dodici anni, la vostra auto ha ancora un bel po’ di vita produttiva residua; e siccome le rate sono tutte pagate, i vostri costi fissi sono molto bassi.
Ma...Ecco il ma:
La vostra Corolla modello 2000 vale solo circa $3500, (Dollari statunitensi), al dettaglio; ma il costo della sostituzione dei cuscini pneumatici, se dovessero gonfiarsi in una collisione, si aggirerebbe sui $1500-$2000. Il che vuol dire che prima che consideriate i costi della riparazione dei danni veri e propri, il preventivo si è già avvicinato, pericolosamente, alla soglia del 50% del valore dell’auto al dettaglio; raggiunto il quale, la maggior parte delle compagnie d’assicurazione si rifiuteranno di pagare le riparazioni dell’automobile. Invece, la macchina sarà “totalizzata” (probabilmente esiste un termine specifico in italiano, ma non lo so). Riceverete un assegno per il valore al dettaglio dell’auto, di solito stimato per difetto, e tanti saluti. Raramente l’assegno sarà sufficiente per acquistare un veicolo equivalente.


Thomas Hobson

Il numero di automobilisti messi di fronte a questo “Dilemma di Hobson”, (cioè il dilemma di dover scegliere quando c’è un’unica opzione), continua a crescere ogni anno; perché il parco veicoli invecchia e il valore commerciale delle auto più vecchie cala. Ci sono buone probabilità che se valesse meno di $6000, nel caso le airbag si gonfiassero il vostro veicolo verrebbe “totalizzato” dall’assicuratore. Sotto i $5000 la condanna alla demolizione è certa. (Uno studio dell’anno 2000, compiuto dallo NHTSA, National Highway Safety Administration, agenzia governativa che si occupa di sicurezza stradale, ha determinato che:”...quasi tutti i veicoli più vecchi di sette anni vengono demoliti, se rimangono coinvolti in una collisione nella quale si dispiegano i cuscini salvavita”.)

Maserati A6 1500 Panoramica  1484 cc Né cinture né airbag. La voglio. 

Le auto nuove hanno almeno quattro, in certi casi anche sei o persino otto “dispositivi pneumatici di sicurezza”. Questi veicoli multi-airbag, naturalmente, raggiungono molto prima “l’Orizzonte degli Eventi”, (se volete sapere che vuol dire, sta a voi fare le vostre ricerche. Si potrebbe anche dire il “Punto di Non Ritorno”). La ragione è ovvia, dato che il costo di rimpiazzare tre o quattro sacche a gas sarebbe molto più alto di quello della sostituzione dei soli cuscini anteriori, (in genere solo due. Uno per il guidatore e uno per il passeggero). Il vero e proprio dramma è che la maggior parte di queste auto sarebbe altrimenti recuperabile. Le airbag non si gonfiano nei piccoli scontri, ma però non è neanche necessario un evento catastrofico perché si aprano. La soglia si situa attorno alle 20-25 miglia statutarie all’ora, (dai 32 ai 40 chilometri l’ora); che non è poco, ma nemmeno è abbastanza forte da causare danni strutturali irreparabili; cosa che in passato avrebbe portato alla decisione di demolire l’auto. Ma di questi tempi, è normale vedere automobili che potrebbero essere recuperate, (e alcune si potrebbero benissimo ancora guidare), consegnate allo sfasciacarrozze per via del costo di sostituzione delle airbag.
E dal punto di vista della normativa, i cuscini pneumatici devono essere sostituiti. Anche se riparate i parafanghi ammaccati, e potreste tranquillamente usare la macchina, il codice impone che tutti i “dispositivi di sicurezza” installati dalla fabbrica, (perché resi obbligatori dallo stato), siano intatti e funzionanti.
Si tratta di uno spreco immane.
E ne paghiamo tutti le conseguenze, anche se magari non ce ne accorgiamo. Prima di tutto, paghiamo sotto forma di più alti costi assicurativi: le compagnie di assicurazione, (e non fa una piega), caricano le perdite più alte, in cui incorrono, sul groppone del consumatore. È semplicemente una questione di causa ed effetto: se la vostra Toyota del 2000, di cui parlavamo prima, non avesse le airbag, ripararla dopo un piccolo incidente consisterebbe diciamo solo nella sostituzione dell’assemblaggio anteriore, (parafanghi, cofano, paraurti, eccetera). Invece dobbiamo anche sobbarcarci il costo della sostituzione delle sacche a gas, (si gonfiano con azoto); allora è naturale che i costi si riflettano sul premio di assicurazione.

1994 Moller SkyCar  Vola. Quanto costa l'assicurazione? Disegno di L. Pavese 

Da quando le airbag sono state rese obbligatorie, negli Stati Uniti, i costi di assicurazione sono saliti drammaticamente, (strano, le auto non dovrebbero essere più sicure?)
Nelle zone residenziali dei sobborghi statunitensi, (dove l’assicurazione costa meno, perché sono statisticamente più sicure), anche per una persona classificata (dall’assicurazione) come buon guidatore, (cioè senza incidenti di cui è responsabile o “punti” di disonore sulla fedina del Ministero dei Trasporti del suo stato), è normale dover pagare anche $500 all’anno per una polizza auto. Tanto per dare un’idea, la maggior parte dei padroni di casa paga più o meno lo stesso, per assicurare la propria dimora: cioè un bene che vale molte volte di più di un’auto, ma che presenta un rischio di perdita totale molto più basso.
Ma dove ci costa, in realtà, molto di più è in termini di perdita del veicolo vero e proprio. Cioè nel fatto che siamo costretti a rottamare automobili che sarebbero altrimenti riparabili e veniamo messi nelle condizioni di dover acquistare un veicolo di rimpiazzo, di solito molto più costoso. E con tante vecchie auto, equipaggiate con “cuscini salvavita” ancora in circolazione, è un prezzo che sempre più famiglie dovranno sobbarcarsi negli anni a venire.
Ma esiste anche un altro problema, non solo finanziario, al quale ho accennato all’inizio dell’articolo.
Le airbag sono come tutti gli apparati dell’automobile. Col passar del tempo si deteriorano e cominciano a creare dei problemi. È un fatto ineluttabile, come aver bisogno di freni nuovi o di un nuovo comando per i finestrini. Prima o poi le airbag vi daranno dei problemi. Questa è la ragione per cui molte aziende automobilistiche mettono in calendario la manutenzione dei cuscini dopo un numero x di anni.
A me piace leggere il manuale delle auto nuove che collaudo ogni settimana. Così mi è capitato di scoprire il seguente avvertimento, (tanto per fare un esempio):
“Il sistema SRS, (Supplemental Restraint System; Sistema di Contenimento Suppletivo), deve essere sottoposto a revisione dopo dieci anni (10) di servizio.”
In un altro esempio specifico, una grande azienda automobilistica raccomanda addirittura la sostituzione dei cuscini (e relativi sensori) dopo dodici (12) anni; e potete immaginare quel che costa.
Ma potrebbe anche darsi che le airbag si spengano, o smettano di funzionare. La corrosione o un cavetto staccato potrebbero entrambi causare un’avaria che impedirebbe alle sacche di espandersi quando dovrebbero, “totalizzando” voi invece dell’automobile. Oppure, invece, i cuscini potrebbero gonfiarsi senza nessuna ragione al mondo, magari mentre state guidando in autostrada a 120 chilometri all’ora.
Esagerato? Ridicolo? Come? Non si è mai visto che una trasmissione, per esempio, si rompa, qualche volta, in una vecchia auto? Non avete mai sentito dire che un vecchio motore spompato e carico di chilometri spari una biella attraverso la coppa dell’olio? Gli altri marchingegni delle automobili si deteriorano e alla fine si rompono. Lo stesso succede alle airbag.
Solo che le conseguenze potrebbero essere molto più onerose o drammatiche.
  
          

   

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